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L’utilizzo di sistemi meccanici per il ricambio dell’aria negli alloggi contribuisce al contenimento delle dispersioni termiche dovute ai processi di ventilazione. L’apertura delle finestre, contrariamente a quanto si crede, deve essere ritenuta la modalità di aerazione più dispendiosa di energia perché le quantità dei ricambi dell’aria non possono essere “controllati” e, durante i seppur brevi periodi di apertura dei serramenti nella stagione invernale, le dispersioni di calore sono molto elevate. Ecco perché semplici studi energetici fanno corrispondere ai sistemi di ventilazione per apertura delle finestre ricambi attorno a 1,2 vol/h contro valori standard dei sistemi meccanici di 0,5 vol/h, ritenuti ottimali.

I sistemi di ventilazione naturale sono anch’essi energivori ed in alcuni casi poco efficaci. Il tiraggio dei camini, infatti, in alcuni casi è eccessivo (casi di elevata ventosità al contorno e gradiente termico accentuato), in altri insufficiente (ad esempio nella mezza stagione). In generale l’impiego di sistemi naturali corrisponde a tassi di ventilazione di circa 0,8 vol/h.

I sistemi di aerazione per infiltrazione attraverso i serramenti, inoltre, sono assolutamente inefficaci. Questo è dovuto alla loro elevatissima tenuta che praticamente assolve alla ventilazione solo per tassi riconducibili a valori di 0,05 vol/h, per condizioni di media ventosità e permeabilità verticale dell’edificio medio.

Nei casi di impiego di sistemi meccanici occorre considerare che si utilizzano in norma ventilatori a basso consumo energetico (solitamente il consumo incide circa dai 25 W ai 40 W per alloggio), a curva piatta ed eventualmente dotati di inverter.

I sistemi a portata fissa sono solitamente tarati per permettere una ventilazione continua di 0,5 vol/h.

 

 

 

 
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